Bellezza, memoria e inclusione: l'arredo urbano di Isola del Gran Sasso e San Pietro si rinnova nel segno del PNRR



Il grande mosaico della rigenerazione urbana di Isola del Gran Sasso d'Italia aggiunge un tassello fondamentale, capace di coniugare il recupero storico, la sostenibilità ecologica e l'impegno civile. Con la consegna della relazione finale da parte di Evoluzione Ecologica S.r.l., si sono ufficialmente conclusi i lavori dell’Intervento 3.2 "Arredo Urbano", una misura cruciale del piano locale finanziato dal Bando Borghi (PNRR M1C3 - Intervento 2.1).

L'obiettivo dell'intervento è stato quello di curare e arricchire gli angoli nascosti del capoluogo e della frazione di San Pietro, restituendo a residenti e turisti spazi di condivisione che erano stati parzialmente abbandonati, specialmente a seguito degli eventi sismici del 2009.

1. San Pietro: la rinascita di Strada della Fonticella tra memoria e rispetto

La Strada della Fonticella non è una semplice via di transito, ma un luogo fortemente identitario per la comunità di San Pietro. Storicamente rappresentava l'asse vitale del paese: qui si trova l'unico abbeveratoio pubblico, punto di sosta per gli animali diretti a Piazza Mandrone, e qui sorgevano i vecchi bagni pubblici, un servizio essenziale in un'epoca in cui le case ne erano prive.

Prima dei lavori, l'area versava in uno stato di grave degrado e pericolo. Ecco come è stata trasformata:

  • Sistemazione eco-compatibile del fondo: La massicciata stradale è stata rifatta con materiali drenanti ecocompatibili e una finitura in stabilizzato naturale. Questo ha permesso di mantenere l'aspetto storico di "strada bianca", garantendo però la carrabilità per i residenti e i mezzi di soccorso.

  • Demolizione dei manufatti fatiscenti: I vecchi bagni pubblici abbandonati sono stati abbattuti e smaltiti a norma di legge.

  • Lo Spazio della Memoria e del Rispetto: Nell'area liberata dalla demolizione è stato creato uno slargo protetto da una staccionata in legno locale. Al suo interno è stata installata una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, dedicata nello specifico "alle donne di montagna" che storicamente hanno retto la fatica della terra e delle case.

  • Pulizia dell'abbeveratoio: L'antico abbeveratoio pubblico è stato sottoposto a una pulizia conservativa profonda.

"Un fondo stradale sistemato serve a camminare. Una panchina rossa serve a non dimenticare."

2. Isola Capoluogo: un viaggio nel "Castello delle Tre Porte"

Il centro storico di Isola del Gran Sasso, storicamente noto come Castello dell'Insula, sorge racchiuso tra i fiumi Ruzzo e Mavone, che un tempo ne facevano una fortezza inespugnabile. Conosciuto anche come il "Paese dei Motti" per via delle splendide iscrizioni in latino incise sugli architravi in pietra delle case, il borgo ha visto la valorizzazione dei suoi elementi difensivi medievali:

I Totem della memoria per le antiche porte

Delle tre porte d'ingresso originarie che blindavano il borgo antico, oggi l'unica fisicamente visibile è Porta del Torrione (la porta meridionale vicino alla Chiesa di San Massimo). Per non perdere le tracce della storia, l'intervento ha previsto l'installazione di appositi Totem descrittivi nei punti esatti in cui sorgevano le altre due porte scomparse:

  1. Porta Canapina: l'antico accesso orientale a strapiombo sulle gole del fiume, che introduceva alla Borgata San Leonardo.

  2. Porta di Mezzanotte: l'accesso occidentale che immetteva nell'area signorile del castello, caratterizzata da palazzi rinascimentali come il monumentale Palazzo Henrici-De Angelis.

Nuovi spazi di sosta e il Giardino Belvedere

Presso l'area superstite di Porta del Torrione, lo spazio antistante l'antica fontana (spesso occupato in modo caotico dalle automobili) è stato riqualificato e protetto attraverso il rifacimento di una ringhiera e l'installazione di panche e fioriere arredo, restituendo decoro e vivibilità all'area.

Infine, un piccolo giardino nascosto tra i vicoli caratteristici del borgo è stato valorizzato con una nuova panchina, creando un suggestivo angolo belvedere che si affaccia direttamente sui grandi muraglioni dell'antico borgo fortificato.

Conclusioni: un patrimonio a cielo aperto

Riqualificare l'arredo urbano e gli spazi collettivi significa dimostrare che la storia locale non è un guscio vuoto, ma una solida base su cui fondare il decoro urbano, l'accoglienza turistica e il rispetto civile. Cittadini e visitatori possono finalmente godere di un borgo più sicuro, accessibile e interamente proiettato verso un futuro sostenibile.

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